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TESTIMONIANZE

Cosa di più del mangiare insieme, ridere e conversare per sapere che la condivisione, anche nella diversità, è un modo per migliorare le nostre vite? E, ancora, quale miglior veicolo per tutto ciò, che una comunità scolastica pronta a mettere in gioco tempo, competenze e risorse, per trasmettere questi valori anche alle nuove generazioni? 

Il Gruppo Giovani di Emengency – Brescia, promotore con la scuola alberghiera Mantegna della serata “Alla scoperta delle rotte culinarie: viaggio nel Mediterraneo con il Mantegna ed Emergency” è perfettamente riuscita nell'intento e venerdì 20 maggio qualcosa di nuovo e prezioso è entrato nel cuore dei molti convenuti al banchetto-conferenza.

Partecipare alla serata è stato come partire per un viaggio. Tra una pasta alla lampedusana, un delizioso falafel – biglietto da visita della cucina mediorientale - e un'insalata greca abbiamo ripercorso il cammino dei migranti e ci siamo avvicinati alle genti che li accolgono.


 "Le nonne di Lesbo"

 

Come le anziane donne di Lesbos: “Hanno aperto le loro porte ai siriani senza riserve" racconta Giorgia. Un viaggio che ci ha portato sulle rotte del Mediterraneo con chi vive sulla propria pelle la fatica dei popoli migranti ai quali appartiene, e la sofferenza di abitare lontano dal proprio paese di origine. Sanaa è arrivata dal Marocco in fasce tanti anni fa. A pieno titolo italiana, quindi, “anche se – racconta – l'assenza di una legge ius soli non permette a noi, figli di migranti ma a tutti gli effetti cittadini di questo Paese, di sentirci pienamente a casa”. Hala è siriana, invece, e dai suoi occhi commossi traspare l'amore per un popolo oggi in ginocchio: “Nel passato della Siria ricorre l'accoglienza e l'ospitalità nei confronti degli stranieri, ma ora ci tocca scappare – spiega -. E vedere le immagini, drammatiche, del mio popolo in fuga mi apre una ferita nel cuore”.

 

 

 Sanaa, Giorgia, Hala

 

La serata ha fruttato più di 2000 euro, destinati al Programma Italia. Un ventaglio di iniziative per la promozione della salute di migranti, stranieri, emarginati e indigenti presenti nel nostro Paese, spesso esclusi dal diritto alla cura. Un nuovo impegno di Emergency, nata nel '94 per prestare assistenza alle vittime civili delle guerre, che oggi sta anche dedicando il suo aiuto ai popoli in fuga attraverso il Mediterraneo. Un fenomeno inarrestabile e per nulla temporaneo: “Non c'è sbarramento che tenga, neanche il filo spinato in mezzo al mare. Non si può impedire il flusso dei migratori” per dirla con le parole di Erri de Luca. Così l'aiuto ai profughi è una necessità ineludibile, e l'accoglienza è una fantastica occasione di arricchimento.  

Maria Cristina Ricossa, biologa

Emergency Brescia c/o Casa delle Associazioni, via Cimabue,16 - 25134 Brescia - cell. 333 3289937 (Anna Cordini) - Sito Nazionale - E-Il Mensile



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